domenica 16 giugno 2013

Così giovane e già così moderato

Qualche tempo fa la Garzanti ha pubblicato uno sfiziosissimo romanzo scritto da due giovani autori alla loro prima esperienza.

In poche parole parla (quest'allitterazione di tre P non è casuale, ma la capirete solo leggendo il romanzo) di un giovane sfigato che ha deciso di fare carriera politica.

Il romanzo scorre via come un panetto di burro scaldato ed ingerito per scommessa (se non lo avete mai fatto, vi assicuro che scorre via molto velocemente).

In gran parte è autobiografico (soprattutto la parte dell'essere "giovani sfigati"), ma l'esperienza maturata dagli autori è solo un mezzo per raccontare un sistema di rapporti che si replica in maniera memetica in tutti i gruppi sociali complessi e dotati di una struttura gerarchica.

Consiglio di comprare il romanzo per i seguenti motivi:

1) Troverete "Il Democritico" tra i ringraziamenti (e già mi sembrerebbe sufficiente...).
2) Non è che lo trovate così facilmente in biblioteca (quindi è meglio che ve lo compriate se volete leggerlo).
3) È un ottimo vademecum per chi vuole fare carriera politica.
4) È un ottimo vademecum per chi vuole stare alla larga dalla politica.
5) Costa meno della tessera ad un partito e vi insegnerà molto di più.
6) È un libro di spessore. Lo spessore giusto per sistemare il vostro tavolo traballante.
7) Se lo leggerete potrete andare al vostro circolo del libro e fare i fighi per aver letto un libro che gli altri non conoscono.
8) Per stampare questo libro sono stati uccisi degli alberi. Degli alberi innocenti. Fate che non siano morti invano.
9) Se io avessi letto questo libro 9 anni fa adesso sarebbero solo 7 anni fa (insomma, mi avrebbe fatto risparmiare 2 anni).
10) Vi aiuterà a capire l'oscuro linguaggio di Letta.
11) Se riesco a convincere almeno qualcuno di voi a comprare questo libro vincerò una scommessa (e non sarò costretto ad ingerire un altro panetto di burro sciolto).

Potete acquistarlo QUI  - QUI - QUI e QUI

Qui un'intervista agli autori

Pagina facebook

Se lo avete comprato, letto, masticato o sognato, fatemelo sapere nei commenti.
E anche se non lo avete fatto ma volete farlo.
E anche se non volete farlo ma non vi fate troppi scrupoli ad affermare il contrario.

lunedì 6 maggio 2013

Il museo della fila

Torino, 27 aprile 2013. Ore 18.
Sono sotto la Mole, a 53 metri dall'ingresso del Museo Nazionale del Cinema.
A dividermi dall'entrata una massa di circa duecento persone incanalate in un pregevole esemplare di “fila”.
La “fila” non è nient'altro che l'applicazione concreta di una semplice regola di civiltà: entra prima chi arriva prima.
Sebbene la regola – almeno all'apparenza – è davvero di una banalità sconcertante, non tutti riescono a comprenderla pienamente.
Sarà per via delle eccezioni, non sempre accolte unanimemente (hanno la precedenza donne incinte, anziani, disabili), o per le diverse scuole di pensiero che da tempo immemore si confrontano sull'interpretazione del disposto, le file sono spesso teatri di accese dispute dall'elevato tenore intellettuale.

Per esempio:
- Strunz' livete d'innanze ca ce steve prime i!
[Gentil uomo, potrebbe cortesemente scostarsi per rendermi il mio legittimo posto nella fila?]
- Ma ne rump' u cazz, ca steve allu cess'!
[Le assicuro che ero già in fila prima di Lei. Mi ero solo assentato un minuto per recarmi alla toletta].

Oppure:
- Mi scusi, mi lascerebbe passare avanti? Sono incinta!

- Certo che sì, però, sinceramente: non si direbbe proprio che è incinta! Quanti mesi?
- Sono incinta ipoteticamente: oggi non ho preso la pillola, ma mi sono fatta uno.
- Capisco: come il gatto di Schrödinger...
- No, a smorzacandela.

Mentre mi sforzavo di leggere un cartello che diceva: “Se non riesci a leggere questo cartello, da lì sono almeno 2 ore di fila” mi si accosta un uomo bruno, di media altezza, dal fisico prestante, con un volto espressivo e rassicurante, un folto paio di baffi e che mi ricordava in tutto e per tutto Pierfrancesco Favino (ho scoperto solo successivamente che si trattava in realtà di Beppe Fiorello: sta girando una fiction sulla vita di Pierfrancesco Favino e si calava nel personaggio).

- Scusi, è libero questo posto?
- Cosa?
- Dico, il posto dietro di Lei. È libero?
- Sì, certo. Si accomodi pure.
- Bene: sono arrivato appena in tempo.
- Beh, veramente il museo oggi chiude alle 23, quindi di tempo ce n'è molto ancora.
- Sì, ma alle 21 mi chiude la fila per l'Egizio e non vorrei perdermela.
- Beh, in questo caso... non so se riuscirà ad arrivare in tempo! Da qui, sono almeno due ore di fila, come dice quel cartello che non riesco a leggere. Ci metta almeno un quarto d'ora di fila all'interno per fare i biglietti, mezz'ora di fila per l'ascensore panoramico, un'altra ventina di minuti per salire fino in cima alla Mole e gustarsi il panorama e poi riscendere, poi almeno un'ora per la visita del museo – ma dicono che ce ne vogliano almeno due per gustarselo come si deve... E sono già le dieci passate!
- No, ma io non lo visito mica il museo. E non salgo nemmeno sull'ascensore. Faccio solo la fila.
[Lo guardo sconcertato come se mi avesse appena detto che è lì solo per fare la fila].
- Scusi?
- Sì, per fare la fila. Faccio questa, poi quella all'interno per fare il biglietto e poi La saluto e corro al Museo Egizio. Se ho fatto bene i conti dovrei arrivare lì per le nove meno un quarto, giusto appena prima che chiudano la fila. Purtroppo mi perdo la fila per l'ascensore panoramico, ma quella non me la fanno fare senza biglietto...
- Mi perdoni ma non la seguo. Che senso ha fare la fila se poi non visita il museo?
- Semplice: trovo molto più interessante “visitare le file”. Le file sono, in realtà, dei veri reperti antropologici. Ed ogni fila è diversa dall'altra, mi creda. Ci sono le file per le poste, per il gabinetto, per entrare in un museo – appunto – per il gabinetto nel museo...
- Non ci trovo niente di interessante. Lei penserà che sono matto, ma la rincuoro: sto pensando la stessa cosa di Lei.
- Le assicuro che si sbaglia. È solo che non ha ancora imparato a vedere le file per quello che sono.
- E cosa sono?
- Una vetrina delle diverse personalità umane che io chiamo “il museo della fila”. Vede: quando si è all'interno di una fila, si è costretti a stare a contatto con dei perfetti estranei, anche per qualche ora. Ha presente quando, dentro ad un ascensore, si finisce per parlare del tempo? Accade perché nessuno vuole scoprirsi troppo con degli sconosciuti e si sceglie un argomento neutro. Beh, quando si è in fila, non è facile rifugiarsi così. O almeno non per molto. Prima o poi si è costretti ad uscire fuori dal proprio guscio. E a parlare di politica, per esempio, magari esponendosi poco, con frasi generiche. Ma il tempo passa e bisogna cercare di occuparlo in qualche modo.
- Non necessariamente. Si potrebbe anche stare a ciappinare con il proprio Iphone o leggere un e-book...
- Sì, purtroppo queste nuove tecnologie mi stanno un po' rovinato il gioco. Ed è per questo che mi scelgo le file più lunghe: alla fine quasi tutti almeno qualche parola la scambiano! E poi non creda che non sia molto interessante anche osservare quelli che passano tutto il tempo a twittare. “Sono in #fila. #cosenoiose”. “Una #fila lunghissima. #cosemaiviste”. “Ma ne varrà la pena di fare tutta questa #fila? #dubbiamletici”. “Non capisco proprio a che serve tutta questa #fila. #chiediloalpapa”. E comunque, in ogni fila, c'è sempre qualcuno che ha voglia di parlare, che è tutto solo e che importunerà la persona che gli è accanto. Come sto facendo io con Lei.
- Ma che dice, non mi sta importunando affatto...
- Lei è molto cortese. Ma l'avevo capito alla prima occhiata. Per questo mi sono messo in fila accanto a Lei: volevo analizzare da vicino un esemplare del suo tipo.
- E di che tipo sarei, scusi?
- Lei è il classico bravo ragazzo: quando è in fila, se viene superato da qualcuno, si sente a disagio persino a borbottare. Accusa il colpo, ma resta lì, buono, tranquillo e fa anche finta di non essersi accorto di essere stato superato, per non correre il rischio di mettere in imbarazzo il prepotente usurpatore.
- Non è vero, io...
- Non menta! L'ho vista prima mentre veniva agilmente scalzato da quel biondo sudtirolese e dal suo pingue figliolo. I sudtirolesi sono un po' i napoletani del nord Italia.
- Mi perdoni ma queste parole sono un po' offensive...
- Non dica sciocchezze! Sa cosa credo io, invece?
- Cosa?
- Che lei mi stia adoperando quale finzione letteraria per prendersela con i sudtirolesi ed i napoletani usandomi come schermo.
- Questo dialogo sta prendendo una piega metanarrativa che non mi piace affatto.
- Sono d'accordo. Ma mi lasci spiegare: io non ho niente contro i napoletani. La cultura della fila è diversa in ogni luogo. Pensi che in Inghilterra fanno la fila per entrare in autobus! Roba che a noi sembra totalmente assurda. Il punto è questo: se vivi a Napoli devi affrontare la fila in un'ottica diversa. Non importa chi si è messo in fila per primo, ma solo chi arriva per primo fino in fondo. Conosco la storia di un ragazzino napoletano ben educato che era entrato in ufficio postale per spedire un reclamo alla Walt Disney, contro un episodio di Topolino a suo dire un po' maschilista. Tutti lo superavano senza ritegno e lui restava lì ad aspettare il suo turno che non arrivava mai.
- E com'è finita la storia?
- Quando è arrivato allo sportello ha ritirato la sua prima pensione.

Alla fine mi ha convinto e l'ho seguito per vedere la fila al Museo Egizio.
So che a molti questa storia può sembrare inverosimile: ma è solo perché non avete visto com'è convincente Beppe Fiorello nei panni di Pierfrancesco Favino.

sabato 20 aprile 2013

Edwige Fenech

Gli Italiani più "impegnati" stanno vivendo ore di grande preoccupazione.
Per la nuova grafica di facebook.

E poi c'è anche quella storia dell'elezione del Presidente della Repubblica.

Il Partito Democratico è nato morto nel 2007.

Quando è nato la gente diceva:
"Attenzione a non buttare via anche l'acqua sporca con il PD".

Su Wikipedia c'è addirittura una pagina per le Correnti del PD. Sono così tante che se si volesse assegnare ad ognuna una lettera dell'alfabeto, bisognerebbe ricorrere al cirillico.

Nella foto, potete osservare un noto capocorrente del Pd, tenuto al guinzaglio dal suo padrone.
Quella che penzola dalla tasca del trench è la famosa "presa della Corrente".
Nelle prime 5 votazioni per il rinnovo del Presidente della Repubblica, purtroppo, c'è stato un nulla di fatto.

Sono stati "bruciati" anche nomi che avrebbero ricoperto ottimamente l'incarico: Romano Prodi, Stefano Rodotà e Franco Tiratore.

Ed ora tutto sembra andare allo sfascio e nessuno riesce a trovare una soluzione condivisibile.
Ho pensato ore e ore a come uscire dall'impasse, per dare il mio contributo al dibattito politico, stando sveglio fino a tarda notte.

Ed è stato proprio nelle ore più buie della notte, che, come un miraggio di luce emanato dal bagliore tremolante de I Bellissimi di Rete4 che mi è apparsa Lei. Edwige.

Edwige Fenech è la più seria possibilità che il nostro Paese ha per uscire dal cul de sac in cui si trova.

Edwige Fenech piace a destra e a sinistra.

Ha la cittadinanza italiana, ma è nata in Algeria(1): quindi comprende i delicati problemi delle migrazioni delle genti, ma piace anche ai patrioti (e a Lino Banfi).

È una donna (e che donna)!

Ha più di 50 anni (ma se li porta bene).

Sarebbe un Presidente nazional popolare, conosciuta e amata da tutti.

Già esperta dei salotti di Vespa.

Edwige Fenech dimostra che si può indossare il giallo cinque stelle, con stile.

Una donna che ha avuto il suo apice di successo nella Prima Repubblica, ma che ha saputo ricostruirsi, come produttrice nel corso della Seconda Repubblica e che ci condurrebbe verso il sole del cambiamento della Terza Repubblica.

E poi immagino già i titoli: "Tutti gli uomini della Presidentessa".

Amici Parlamentari, mettetevi una mano sul cuore. E votate Edwige.

Se non ora quando?

(1) È nata ad Annaba, l'antica Ippona, nota anche, in Italia, come Bona. (Giuro!)

mercoledì 10 aprile 2013

Come sardine

I Parlamentari del M5S hanno occupato le Camere per chiedere l'immediata formazione delle commissioni permanenti. Alcuni, per sbaglio, hanno occupato il parrucchiere della Camera.
- Buonasera: è qui che si fanno le permanenti?
- Volendo, sì, ma Lei ha già dei bei ricci naturali.
- Trova? 
- Sì, ma comunque sto per chiudere, quindi, al massimo, torna domani che ne parliamo, ok?
- No, non ha capito! Io resto qui fino a quando non avrò ottenuto quelle dannate permanenti!
- Guardi, faccia come vuole onorev...
- Non si azzardi a chiamarmi onorevole! CAPITOOOOOOOOOOO?
Questo inizio di legislatura è una sorta di corso di diritto costituzionale in streaming. 
Il 99,99% degli Italiani, fino a ieri, nemmeno sapeva cosa fossero le "commissioni permanenti".

Gli altri, ne hanno fatto parte almeno una volta.

Ma adesso il M5S, interprete più genuino della volontà popolare, chiede a gran voce la formazione delle commissioni permanenti.

Dall'altra parte del mondo sta per scoppiare la terza guerra mondiale.
La crisi economica non accenna a dare veri segnali di ripresa.
L'Italia è ancora priva di un governo "nel pieno esercizio delle sue funzioni".
E metà dei saggi di Napolitano dopo pranzo deve cambiare il catetere.

Ma Grillo vuole le commissioni permanenti.

E dateje' 'ste cazzo de commissioni, perdio!

Niente, tutti continuano a fare melina in un maestoso sceneggiato che rappresenta minuziosamente le sfumature grigioverdi di una rivoluzione apocopata, di una velleità apatica, di un orgasmo apoplettico.

Bersani incontra Berlusconi, per avviare un percorso condiviso per l'elezione del Presidente della Repubblica. Bersani offre una rosa di nomi. Berlusconi le spine.

E intanto lo stallo va avanti, come in un coerente ossimoro.


Si sta
come in aprile
in Parlamento
le sardine.



martedì 26 marzo 2013

Magdi Ex Cristiano Allam

In questo post ho intenzione di indagare a fondo le cause obiettive della scelta di Magdi Allam di abbandonare la Chiesa cattolica, proprio ora che le scelte coraggiose del nuovo Papa (come quella di non vestire più Prada) stanno segnando per molti un barlume di speranza.
Prima di addentrarmi nei meandri della Psiche dell'Uomo e del significato intimo del sentimento religioso è necessaria una breve premessa. Potrebbe sembrarvi niente affatto attinente, ma scoprirete che non è così.
***
Napolitano, dopo sofferte consultazioni e di fronte alla solida stolidità dei rappresentanti delle forze politiche ha infine ceduto ad incaricare - ma un incarico solo esplorativo, sia chiaro, una sorta di rettoscopia con il culo degli altri - Pier Luigi Bersani.


Una scelta ovvia, non azzardata, dettata dal buon senso e dalla saggezza.
Ma l'Italia avrebbe avuto, in quest'occasione bisogno di un colpo di scena, di una vergata, di imprudenza e di scapestrataggine.
Napolitano avrebbe dovuto incaricare un grillino.
Per il Pd sarebbe stata una manna: avrebbe evitato l'ennesima figuraccia dei pugnalatori intestini e avrebbe tenuto per le palle un governo di minoranza, ribaltando la situazione attuale.

Rebus sic stantibus, Bersani si trova di fronte ad un'impresa quasi impossibile, come egli stesso ammette candidamente.
Avete presente la pubblicità del Montenegro nella quale una brigata di archeologi bevazzari deve affrontare una pericolosa avventura per recuperare un'antico vaso?
Se non la ricordate, guardatela.
Avete presente la grinta di quei tre, l'entusiasmo, il calore, l'intensità?

Ecco, Bersani è esattamente come quell'antico vaso.
Vecchio, fragile e polveroso.
E, soprattutto, ha bisogno di qualcuno che vada a recuperarlo.

Ma il fatto è che non ci sono più tante persone appassionate di archeologia, lo dico sempre.

Ad esempio:
- Ma com'è possibile che un patrimonio inestimabile come le ville di Pompei cadano a pezzi?
- Il fatto è che non ci sono più tante persone appassionate di archeologia.
 Oppure:
- Ma com'è che nessuno propone un reboot di Indiana Jones?
- Il fatto è che non ci sono più tante persone appassionate di archeologia.
- E come si spiega allora il reboot di Tomb Raider?

- Per le tette.
Berlusconi si prende gioco di Bersani accordandogli la fiducia a patto di prendere Alfano come suo vice.
- Fidati Pier, Angelino è un vice ottimo. Più obbediente di un cagnolino. Tu gli dici "Da oggi sei il leader" e lui bello scodinziola allegro. Poi, il giorno dopo, gli dici "Non sei più il leader", ma lui continua a scodinzolare allegro: è perfetto!
- Il fatto è che non sono abituato a lavorare con persone che non mi contraddicono su tutto.
Berlusconi sta ipotizzando nuove condizioni da proporre a Bersani per un esecutivo guidato dal leader democratico.
Eccone alcune.

1. Bersani premier ma con Antani brematurata
2. Bersani premier se va in galera al posto mio.
3. Bersani premier, ma con me capo del mondo.
4. Bersani premier, ma con Balotelli alle pari opportunità.
5. Bersani premier, ma con la salma di Mangano come baby sitter dei suoi nipoti.
6. Bersani premier se paga gli alimenti a mia moglie.
7. Bersani premier, ma senza usare le mani.
8. Bersani premier se darà prova di riuscire a mangiarsi le unghie dei piedi.
9. Bersani premier se passa al vino.
10. Bersani premier ma con Darth Vader come vice.
Nel frattempo Beppe Grillo apre la caccia a presunti troll. Ovvero tutte le persone ragionevoli a cui capita di leggere e commentare il suo blog.
Grillo invita gli utenti del suo blog a segnalare questi temibili affabulatori.
Un troll travestito da Vito Crimi per screditare il MoVimento
Dall'India i Maro' chiedono ai partiti di risolvere "la loro tragedia", ma non è ben chiaro se si riferiscano al fatto di essere costretti agli arresti in un albergo, anziché in un carcere come i comuni mortali, oppure al fatto di aver ammazzato due pescatori e rischiare al massimo sette anni.
Maro': Risolvete la nostra tragedia.
Bersani: Solo se prima mi aiutate a risolvere la mia.
Ora che è chiaro il quadro di estrema incertezza politica, anche sul piano dei rapporti internazionali, posso finalmente dedicarmi a cercare di comprendere le ragioni che hanno spinto Magdi Allam ad un nuovo ripudio della propria fede.

O meglio, potrei, se solo me ne fregasse qualcosa.

P.S. Perché non hai ancora messo "mi piace" sulla mia pagina? Sì, dico proprio a te, non fare lo gnorri.

sabato 16 marzo 2013

Grasso che cola

Alla fine di due giornate concitate e diverse fumate nere le Camere hanno finalmente eletto i loro presidenti.

I due eletti hanno scelto i nomi di Laura Boldrini e Pietro Grasso.

Bisogna ammettere che l'atteggiamento non collaborativo del M5S ha costretto il centrosinistra ad evitare scelte avventate.
(Ed infatti Bersani, dopo averci riflettuto su per quasi una settimana, alla fine ha deciso di non presentarsi alla Camera con il peluche del giaguaro).

Il discorso di insediamento della neoeletta presidente della Camera è stato contestato da alcuni esponenti del Pdl, in quanto troppo "di parte".
Probabilmente si riferivano a queste parole:
Boldrini: "Dovremo farci carico dell’umiliazione delle donne che subiscono violenza travestita da amore. Ed è un impegno che fin dal primo giorno affidiamo alla responsabilità della politica e del Parlamento."
Gasparri: "Ghn ghee enna centrodestra heh pregiudizievoli ahmeee deeeta radicali refefjw libertà"
Ma anche tra chi ha espresso posizioni critiche, i più accorti non potranno negare l'attenzione dedicata da Boldrini alla probabile futura condizione di molti deputati e senatori del Pdl:
Boldrini: "Dovremo stare accanto a chi è caduto senza trovare la forza o l’aiuto per rialzarsi, ai tanti detenuti che oggi vivono in una condizione disumana e degradante come ha autorevolmente denunziato la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo"

Ma se alla Camera dei Deputati il centrosinistra, in forza dei suoi oltre 340 deputati, poteva contare su una piena autonomia, l'elezione del Presidente del Senato era invece meno scontata.

I senatori del gruppo Scelta Civica durante una gita alle terme.
Dopo i primi tre scrutini a vuoto, si è arrivati al ballottaggio tra Pietro Grasso, ex procuratore antimafia e Renato Schifani, per par condicio.

Prima dell'inizio delle operazioni di voto, i montiani hanno dichiarato la propria scelta di votare scheda bianca, chiarendo oltre ogni ragionevole dubbio la propria determinata risolutezza nel non valere nemmeno la saliva che mi costerebbe per sputare loro in faccia.

Gesù Cristo ha così commentato, in particolare, il voto di Pietro Ichino:
“Conosco le tue opere, tu non sei né freddo né caldo. Ma poiché tu sei tiepido sto per vomitarti dalla mia bocca” (Ap 3,15-16)
Il M5S non ha lasciato trasparire una linea unitaria, ma ha registrato una prima spaccatura.
Segno che alcuni di loro hanno preso la pillola rossa e si sono svegliati da Matrix.

(Il neosenatore Silvio Berlusconi ha invece preferito la pillola azzurra.)

Roberto Calderoli, ex ministro della devoluzione (una teoria, sempre più accreditata, secondo la quale l'ominide australopiteco discende direttamente da alcuni leghisti), prima dell'inizio delle operazioni di spoglio ha voluto precisare di essere riuscito a leggere l'art. 4 del Regolamento del Senato. Però ha fatto un po' di confusione tra il significato tecnico della locuzione "maggioranza relativa" e quello di una caccola che aveva nel naso.

Il presidente facente funzioni, Emilio Colombo, ha quindi valutato la prova orale di Calderoli:

lettura 6
comprensione del testo 2

Alla fine Pietro Grasso ha preso 137 voti. 14 in più rispetto a quelli del Pd e Sel insieme.

Renato Schifani, invece, ha preso 114 voti, due muffe ed un lombrico.

Nel suo discorso di insediamento, Pietro Grasso ha citato le seguenti parole.
"Chiedo innanzitutto che venga fatta giustizia, adesso. Rivolgendomi agli uomini della mafia, perché ci sono qua dentro (e non), ma certamente non cristiani, sappiate che anche per voi c’è possibilità di perdono: io vi perdono, però vi dovete mettere in ginocchio, però, se avete il coraggio… di cambiare…"
Attimi di panico tra alcuni Senatori, fino a quando hanno capito che si trattava delle parole di Rosaria Costa vedova di Vito Schifani, agente della scorta di Giovanni Falcone, morto nella strage di Capaci. Parole pronunciate ai funerali di Stato.

Perché, e Grasso ha fatto bene a ricordarlo, non tutti gli Schifani sono uguali.

lunedì 11 marzo 2013

Berlusconi chiede ancora il legittimo impedimento: "Sono morto"

Presentano una nuova richiesta di “legittimo impedimento” i legali di Silvio Berlusconi che chiedono un rinvio delle prossime udienze “a data da destinarsi”. I tentativi di posticipare le date dei processi sono ormai un refrain costante nelle difese dell’ex premier, ma la causa addotta in quest’occasione è destinata a far discutere. È infatti lo stesso Silvio Berlusconi ad annunciare in un videomessaggio, pubblicato sul suo canale di youtube, di aver contratto “una grave e potenzialmente incurabile forma di morte”.

PARTECIPA AL PROGETTO DALL'EDIFICANTE TITOLO "FINE DEL MONDO"

Per partecipare alla fine del mondo leggete le istruzioni in calce a questo post in costante aggiornamento, oppure visitate direttamente il nuovo blog. Buona fine del mondo a tutti.

Democritico significa...

... essere critici nei confronti del popolo. Il popolo che si lascia manovrare, il popolo che si fa massa, il popolo che elegge i mafiosi e i criminali e poi chiede che non siano candidati, il popolo che crede che possano essere degli ultrasettantenni a creare un partito per i ventenni. Il popolo che si lascia convincere da tutti in ogni momento. Che applaude il colpevole e poi anche il boia. Essere critici significa cercare di capire, per poter scegliere. Nient'altro.