Il più potente simbolo di quell'atteggiamento che dai gretti pensatori dei salotti televisivi è denominato "doppia morale" è, senza alcuna - pur minima - ombra di dubbio, il tassista.
Quando sul tettuccio del tassì il segnale luminoso è acceso, non vedrai nel tassista alcun rispetto delle più elementari regole del codice della strada.
Come quella che vieta il sorpasso passando sopra gli altri veicoli.
O quella che per guidare è necessario trovarsi all'interno dell'autovettura.
Quando invece il segnale luminoso è spento, il tassista diviene meccanicamente il più attento, accorto - direi quasi il più premuroso - abitante della giungla stradale.
Si fermerà al semaforo anche se il verde è un po' incerto.
Come quello delle feci neonatali.
Perché mai? Semplice: quando il tassì è occupato (luce spenta), il tassista ha il primo scopo di far scorrere il tassametro. È una regola di sopravvivenza urbana cui non può istintivamente derogare.
- Signora, mi perdoni, ma ozzi z'è un gran traffico.
- Ma vedo solo una bici accostata al bordo della carreggiata!
- Non vorrà mica mettere a repentaglio l'incolumità di un ziclista che sicuramente è più amico dell'ambiente di quanto non lo scìa lei, che prende un tassì per andare dalla biglietteria della stassione ai binari? Se fazessero tutti come lei, signora, io sarei ricco, ma questo pianeta sarebbe morto da un pesso! Morto da un pesso!
Ovviamente, per ribaltare la moralità tassinara, è piu che sufficiente allungare un centone al grido di "questi, se mi porta in aeroporto in meno di 15 minuti".
- Diopò levati dai maroni biciclettaro di miei maroni che ti stiro vivo quant'è vero che c'ho due maroni!
(Non si può chiedere ad un tassista in preda alla frenesia da centone di non essere ripetitivo nei suoi improperi)
Tale atteggiamento doppiomoralista spiega il noto motto "Dio tassista".
Con la "teoria del tassista" è possibile spiegare la quasi totalità delle strategie politiche.
Ad esempio quella sul diritto, o meno, del respingimento in mare dei "barconi" di migranti in fuga da un Paese in guerra.
Molti di voi ricorderanno l'episodio in cui le televisioni ci mostrarono un Berlusconi piangente dopo lo speronamento, avvenuto il 28 marzo 1997, dell'imbarcazione Kater I Rades da parte della nave Sibilla della Marina Italiana: una tragedia che causò la morte di 80, forse 100, migranti albanesi.
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| Il relitto della Kater I Rades |
Ma questo non è un post su Berlusconi.
Infatti, nemmeno il centrosinistra è esente dalla morale tassinara: perché, dovremmo chiederci, quel barcone il 28 marzo 1997 affondò?
Ora Bersani, ministro di quel governo che nel 1997 volle il "blocco navale" che causò la strage marina, ci insegna che: "Come italiani noi siamo umiliati e molto arrabbiati per la vicenda di Lampedusa: lo siamo come lampedusani, come volontari, come poliziotti, come immigrati. Non è possibile che un Paese come il nostro dia questa prova di sé."*
Il tassì del Partito Democratico ha la luce spenta, evidentemente.
Un po' come il cervello di Bossi.
*Ancora più netto il senatore Roberto Della Seta.
Riporto testualmente dal sito del Partito Democratico:
“Il respingimento in mare della nave con 1800 migranti in fuga dalla Libia salpata dal porto di Misurata è un atto di pirateria compiuto dal Governo italiano". Lo dichiara il senatore del Pd Roberto Della Seta, membro della Commissione straordinaria sui diritti umani.
“Abbandonare al proprio destino, e respingere senza verificare in modo adeguato se i migranti stiano fuggendo da persecuzioni e situazione di difficoltà straordinaria, e evidentemente la situazione del Nord Africa è tale, è una violazione del diritto internazionale. La politica dei respingimenti – aggiunge Della Seta - impedisce a chi ne ha diritto di accedere alla procedura di asilo su territorio italiano, perché a venire respinti sono, in primo luogo, i profughi e i fuggiaschi. Dunque non è stata vinta alcuna battaglia contro i presunti delinquenti o terroristi come va dicendo il Governo in cerca di facili giustificazioni, che possono continuare ad arrivare da altre frontiere e attraverso altri percorsi".
“Le istituzioni europee, le organizzazioni umanitarie, il Vaticano condannano chi non osserva il principio di 'non refouelement’ [sic!], cioé del non respingimento, pratica obbligatoria per un paese civile che ieri – conclude Della Seta - ha dimostrato malgrado il Governo di voler rimanere tale, fischiando e contestando i due xenofobi Le Pen e Borghezio, ospiti sgraditi a Lampedusa".



Ma il tassista non può andare veloce quando porta delle persone: ti piacerebbe che la persona che stai profumatamente pagando per andare dalla biglietteria ai binari bruci pure i rossi??
RispondiEliminaSe per rossi intendi i comunisti, sì!
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