di Alessandro d'Antona
La ragazza coreana non riesce a credere ai propri occhi. Lei viene dagli Stati Uniti, la patria del capitalismo portato all’eccesso, dove il tempo è denaro, e ogni minuto chissà quanti dollari sono; laggiù tutti corrono e percorrono il libero mercato come forsennati durante un boom economico, figurarsi adesso che c’è la grande crisi. E poi, lei viene in Spagna. La stessa Spagna che mezzo mondo ventila come “la prossima Grecia”, sull’orlo del baratro e del collasso, delusa dalla politica e piegata dal mercato e dalla speculazione. In questa Spagna lei, con sua grande sorpresa, non vede altro che gente seduta al bar a bere e degustare tapas, gente che chiacchiera, si diverte, gente che si rilassa; lei vede locali e discoteche piene di ragazzi che se la spassano tutta la notte consumando un cocktail dopo l’altro; vede persone che alle prime luci dell’alba decidono di concludere con un’ultima caña o con una colazione a base di churros. Lei vede di tutto, ma non vede la crisi.


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