Mettiamo subito in chiaro una cosa: per me ognuno è libero di fare con il suo corpo il cazzo che gli pare.
Altrimenti di cosa saremmo liberi?
Messa così, scommetto che la maggior parte di voi è d'accordo con me.
Non la maggior parte degli esseri umani, dico, ma la maggior parte di voi, che leggete questo blog.
Voi che, se leggete questo blog, avete almeno due ottime qualità:
1) Sapete leggere
2) Avete buon gusto
E non lo dico per lusingarvi, ma solo per esaltare la mia grandezza come blogger.
Ma allora perché ho detto "la maggior parte di voi" e non "tutti voi"?
Perché tra di voi si staglia una piccola minoranza composta di persone che non sono mai d'accordo a prescindere, altre che (giustamente) non si fidano di me e altre ancora che hanno già capito dove voglio andare a parare. Certo, tra quelli che hanno già capito dove voglio andare a parare, ce ne sono anche alcuni che - proprio per questo - sono d'accordo con la mia affermazione. Ma la maggior parte di questa minoritaria minoranza, ve lo assicuro, non è d'accordo con me.
Ma dove voglio andare a parare?
Non sto parlando del diritto di ognuno di noi di mangiarsi le unghie dei piedi, come molti di voi pensavano.
Non sto nemmeno parlando del diritto di infilzare le proprie protuberanze con degli oggetti metallici acuminati.
Non sto nemmeno parlando del diritto a chiedere una flebo con troppa morfina.
Sto parlando del diritto di ogni ragazza maggiorenne di succhiare l'uccello raggrinzito di un vecchio milionario capo di Governo.
In poche parole, sto parlando della dignità delle donne.
Siete ancora d'accordo con la mia affermazione iniziale?
Spero di sì.
Perché sto anche parlando dell'irrinunciabile diritto di un Governatore di inchiappettare un viado.
Ora penserete di trovarvi sul blog di Giuliano Ferrara, ma non è così. Semplicemente voglio sottolineare quanto sia necessario mantenere in ogni circostanza la lucidità di capire "cosa c'è che non va" e cosa, invece, non rappresenta affatto un problema.
Per esempio: nel caso di Marrazzo, il problema non era la sua frequentazione di travestiti o il suo uso saltuario di droga. Non è questo il problema "democratico". Il problema di Marrazzo è che per mesi è vissuto sotto un ricatto perpetrato da una manica di carabinieri. Un Governatore che vive sotto ricatto non può garantire di tutelare l'interesse generale. E non gioca a suo vantaggio che si sia fatto infinocchiare da dei carabinieri.
Due carabinieri, a seguito di una segnalazione, si recano davanti al portone di un appartamento.
Dentro ci sono Marrazzo, due viados e qualche etto di colombiana purissima.
Prima di fare irruzione con la forza, decidono di bussare: "Heylà, c'è nessuno nell'appartamento?"
Marrazzo risponde: "No, non c'è nessuno"
Uno dei due carabinieri fa all'altro: "Te l'avevo detto che era l'indirizzo sbagliato!"
E che "cosa c'è che non va", invece, riguardo festini di Berlusconi?
1) Le menzogne che infila una dietro l'altra: un capo di governo che non dice la verità ai suoi elettori è affidabile come una tazza del cesso abitata da pantegane.
2) L'uso di risorse pubbliche per l'organizzazione dei festini: minchia, brutto stronzo, con tutti i soldi che c'hai, le mignotte te le fai portare a casa con l'auto blu?
3) L'abuso della sua posizione politica per concedere favori alle aitanti ragazze: amico, hai già tre reti televisive tue, se vuoi sistemare una delle tue sgualdrine fa' loro condurre un reality con Santi Licheri e Pietro Taricone, piuttosto che Sanremo! (N.B. Il format "Il giudice ed il guappo nel mondo dei morti" è protetto da copyright, se lo vuoi devi pagarmelo!)
4) Gli illeciti perpetrati per tenere nascosta la vicenda: non si può telefonare ad una questura come se fosse la reception di un motel frequentato dai calciatori dell'Inter.
5) Piegare le istituzioni ai capricci privati di un individuo: abbassare la maggiore età, solo per coprire gli errori di un vecchio porco è come mangiare un vasetto di nutella perché si è lievemente disidratati.
Per questa serie di motivi, i particolari sul materiale del crocifisso usato dalla Minetti durante la lap-dance è totalmente inutile, se non per solleticare le fantasie di milioni di uomini italiani e l'indignazione di altrettante donne: gli uni e le altre, comunque, invidiosi.
Cari lettori, voi non dovete incazzarvi perché "quello se la spassa mentre il Paese va in malora", ma perché "quello manda in malora il Paese". Questo è il motivo per cui dovrebbero girarvi i coglioni.
E non ditemi che è proprio così e che, in realtà, non ve ne frega niente di come sia ben formato il culo dell'ultima ragazza di cui il nano ingordo ha visitato le lande meridionali: perché le gallerie fotografiche pubblicate da Repubblica e il Corriere sono sempre cliccatissime.
E non fate i moralisti perbenisti, quando puntate il dito contro quelle ragazze.
Tutti hanno un prezzo, anche voi.
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Democritico significa...
... essere critici nei confronti del popolo. Il popolo che si lascia manovrare, il popolo che si fa massa, il popolo che elegge i mafiosi e i criminali e poi chiede che non siano candidati, il popolo che crede che possano essere degli ultrasettantenni a creare un partito per i ventenni. Il popolo che si lascia convincere da tutti in ogni momento. Che applaude il colpevole e poi anche il boia. Essere critici significa cercare di capire, per poter scegliere. Nient'altro.

un ricatto perpetrato da una manica di carabinieri.
RispondiEliminaFantastico!
abbassare la maggiore età, solo per coprire gli errori di un vecchio porco è come mangiare un vasetto di nutella perché si è lievemente disidratati.
RispondiEliminaQuesta è da Oscar ahahah
mmm... credo sia un buon segno che questo articolo non mi abbia stupito nei concetti (a parte il tagliarsi le unghie dei piedi infilandoli nel cesso infestato dalle pantegane).
RispondiEliminaIl problema è appunto che in tutte queste vicende si guarda il dito del moralismo in culo alla Minetti, anziché rimirar la luna delle vulnerabilità istituzionali.
Senza parlare della ipocrisia di uno che di notte cerca bordello clitorideo, e di giorno consenso cattolico. (puntualmente trovandolo)
Un po' come spalmarsi la nutalla come crema protettiva e poi sdraiarsi a prendere il sole in un prato, vicino a un formicaio.
Pardon..
RispondiEliminaSe un uomo va con una prostituta non sono affari miei.
Se quest'uomo è il Capo del mio governo forse sono affari anche miei.
Se le prostitute poi vanno a rappresentarmi in Parlamento sono altrochè affari miei.
E mi incazzo anche parecchio.
@anonimo
RispondiEliminaE spiegami perché se il Capo del tuo governo va a puttane sarebbero affari tuoi? Che male ne deriva - per questo solo fatto - alla Nazione? Poniamo che lo dica esplicitamente: vado a mignotte. A te "che te ne cale?".
Per l'altra questione (cioè che le prostitute vanno a rappresentarti in Parlamento) non fa una piega, sono d'accordo con te: ma non perché siano prostitute (se una prostituta prende un sacco di voti, perché magari è anche una buona politica, o comunque ha carisma, o che ne so, si merita di essere eletta, esattamente come se lo è meritato la pornodiva Ilona Staller molto più di tanti altri politici), piuttosto per il fatto che sono lì solo per l'unico merito di averla data a qualcuno.
Tuttavia: questo "problema" è già ricompreso al numero 3) del mio elenco, che evidentemente ti è riuscito di difficile interpretazione. Inoltre, caro amico, se non vuoi che ti rappresentino, basta non votarle. Provo ad immaginare le tue obiezioni.
1) "Ma ci sono le liste bloccate!"
Lo so ed è uno schifo, ma puoi sempre NON votare il partito che candida chi non lo merita.
2) "Ma tutti i partiti votano persone che non lo meritano!"
Caro amico, quei cinque che sono in Parlamento non sono "tutti i partiti".
3) "Ma comunque ci sono altri che voterebbero quei partiti e quindi quelle persone verrebbero elette!"
Amico, si chiama democrazia. Ti fa schifo? Un po' anche a me. Ma significa proprio questo, la democrazia.
Mi danno fastidio quelli che hanno votato Formigoni ed ora si lamentano della Minetti in Consiglio regionale. È vero: Formigoni è un totale ipocrita perché si è piazzato (illecitamente: vi ricordate la storia delle firme false in Lombardia?) la Minetti in listino, pur essendo un ciellino sfegatato. Ma voi che andate a votare senza leggere chi c'è in lista, siete peggio degli ipocriti, siete degli inetti e dei pessimi cittadini.
Studia, tanto. Viaggia e resta a lungo in altri Paesi. Impara altre lingue, altri costumi, altri modi di pensare. Poi ne riparliamo.
RispondiEliminaAllora, in ordine: sono d'accordo con te; so leggere e ho buon gusto (adulatore); avevo già capito dove volevi andare a parare; sono d'accordo con te.
RispondiEliminaIntroduzione da paura. Anche il resto certo.
In due parole: l'importante non è tanto il cosa, ma il come.
Applausi.
Non so leggere, purtroppo.
RispondiEliminaAltrimenti il post mi sarebbe piaciuto.
@anonimo
RispondiEliminaI really do appreciate your care, but i still have NO answer to my question.
@magneTICo, Inneres Auge, Josef K
Che dire: mi stanno venendo i lucciconi agli occhi.
Voglio solo la pace nel mondo!
@Kisciotte
è anche vero che le pantegane vanno ghiotte delle unghie dei piedi, quasi più di me
@Mr. Tambourine
Tesjkr dffewc09wrep waal4jvs smròsfd semfdlkd, wedjjjrr! Hedske, rewwasll. Oheree?
E ricordando sempre che, in democrazia, basterebbe non votarlo.
RispondiEliminaRiporto alcuni frammenti del giornalista Massimo Fini pubblicati sul Fatto l'altro ieri:
RispondiElimina"Berlusconi è stato ed è un autocrate alla Putin che per diciassette anni, sotto mentite spoglie di democrazia, ha fatto tutto quello che ha voluto in Italia, violato leggi, massacrato tutti i principi dello Stato liberale e democratico, promosso le sue favorite in Parlamento e nelle Istituzioni grazie al potere del suo denaro e avendo, per sopramercato, un’origine politica illegittima a causa di un colossale conflitto d’interessi mai risolto. Oggi ha una maggioranza, in parte prezzolata, in Parlamento, ma quasi tutto il Paese contro: al di là delle opposizioni politiche, la società civile, la Confindustria, la Chiesa, i leghisti di base non lo possono più sopportare. Ma lui suona il suo solito refrain: “Non mollo”. Invece è necessario liberarsene al più presto prima che il Paese precipiti nella catastrofe."
@Spartaco
RispondiEliminaAvevo già letto l'articolo di Massimo Fini, di una lucidità totale, molto più degli editorialisti di Repubblica e del Corriere. Sebbene i toni "catastrofici", con i loro risvolti retorici, molto spesso finiscano per essere controproducenti.