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martedì 18 ottobre 2011

Il posto dell'anima

Trovare il Molise su una cartina geografica è più difficile che scovare il filmino porno con Belen Rodriguez dentro un piatto di spaghetti.
Dico sul serio: se provate a digitare "Molise" su Google, il motore di ricerca vi risponderà "Forse stavi cercando filmino porno con Belen".
(Ma come fa a leggermi sempre nel pensiero?!).

Mentre commentavo con il mio cane la risicata vittoria di Iorio


(Cane: Chi cazzo è Iorio? 
Io: Quello che ha vinto le elezioni in Molise. 
Cane: Ahhhh! Ma che cazzo è il Molise?
Io: Ma scusa tu non sei di Termoli?
Cane: E allora? 
Io: Termoli è in Molise. 
Cane: Ma non dire stronzate! )

è emerso come lui abbia dimenticato di andare a votare.
Ebbene sì: il mio cane è molisano ma non sa di esserlo. È confuso dal fatto di essere un "Pastore abruzzese".
E poi come dargli torto: la maggior parte delle persone smette di credere a Babbo Natale prima dei 6 anni, a Dio prima dei 14 e al Molise prima di nascere. Il Molise non è una vera e propria Regione. È, piuttosto, un luogo dell'anima, uno stato mentale.
Sinceramente: come può essere considerato "Regione" un luogo dove basterebbe un'epidemia di varicella per mettere in ginocchio la già fragile economia rurale?
Mi sono, anzi, stupito che i risultati elettorali fossero espressi in percentuale e non in valori assoluti: "di Iorio batte Frattura per uno 0,79%". Vorreste farmi credere che in Molise ci siano più di 10mila persone?

Altissima è stata l'astensione: il quaranta percento degli elettori molisani ha disertato le urne. Ma forse, semplicemente, si tratta di quelli erano a Roma per la manifestazione del 15 ottobre e che non sono riusciti a tornare a casa in tempo. Vorrei vedere voi se il navigatore vi dicesse: "seconda stella a destra...".
Né tanto meglio è andata a chi viaggiava in treno. Pare che, ad un certo punto, il macchinista sia sceso a chiedere informazioni.

Anch'io sono stato alla manifestazione degli "Indignados". Mi potete riconoscere in quella foto che sta girando moltissimo sul web dove si vede un tipo con il volto bendato che lancia un estintore. Quel tipo coi ricci biondo scuro, magro ma con un po' di pancetta. Avete capito quale? Beh, io lavoro nella ditta che ha prodotto l'estintore.

Sui fatti di Roma del 15 ottobre, bisognerebbe fare una seria riflessione: vero, ma, per favore, vomitatemi i vostri commenti fuori dal blog. Ho appena cambiato i tappetini.

Quello che è successo a Roma per molti aspetti è deprecabile: quella statua di Giovanni Paolo II è davvero orribile.
(Lo so che ormai è passato del tempo da quando l'hanno esposta, ma se non la vedi dal vivo non te ne rendi davvero conto!).

Scherzi a parte, vorrei spendere qualche parola sulla più grande manifestazione a cui abbia partecipato da anni.
So come vi sentite: vi siete svegliati all'alba, siete arrivati a Roma dopo qualche ora di viaggio in un autobus strapieno, avete marciato per chilometri sotto un sole troppo caldo per essere ottobre, indossando un giaccone troppo pesante e, alla fine, per colpa di pochi, non siete nemmeno arrivati in Piazza San Giovanni, dove era previsto il momento finale di confronto.

Per colpa di pochi, non vi siete goduti appieno la festa.

Per colpa di pochi, le ragioni di molti non sono state neanche sentite.

Per colpa di pochi, le oltre 300 mila persone presenti sono state trattate come se non esistessero.

Cercate di tirarvi su il morale: è quello che succede ai Molisani ogni giorno.

P.S. Per stemperare alcune polemiche che potrebbero insorgere in seguito alla lettura del post, voglio chiarire lo spirito scherzoso con cui è stato scritto. Il Molise è una regione fantastica. E starebbe benissimo nel mio salotto!


Special thanks to L. R. 


Link interessanti sulla manifestazione del 15 ottobre (thanks to Spleen):


http://www.aldogiannuli.it/2011/10/la-manifestazione-di-roma/


http://www.aldogiannuli.it/2011/10/ancora-su-piazza-san-giovanni/#more-1766

12 commenti:

  1. io pensavo che fosse la Basilicata quella di cui nessuno conosce un tubo

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  2. Pensa che Iorio ha vinto e non ha nemmeno festeggiato.

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  3. http://letteraviola.it/2011/10/lettera-aperta-dei-black-bloc-a-voi-pacifisti-dedichiamo-un-vaffanculo-testo/

    http://www.milanox.eu/the-battle-of-rome/

    http://www.paesesera.it/Blog/and-science-for-all/Attitudini-verso-azioni-chiacchiere-contro-disperazioni

    http://www.doppiozero.com/materiali/fuori-busta/i-neri

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  4. Questo tanto per aggiungere un po' di carne al fuoco.. e anche per firmarmi che prima m'è scappato il commento anonimo e senza commento, a dire il vero.
    Non so.. la sensazione a vederla da fuori sembra un bel po' più complicata, ma è interessante leggere anche il tuo punto di vista.

    Lascio ancora una lettura (perdonami.. ma tanto so che non lo farai):
    http://www.aldogiannuli.it/2011/10/la-manifestazione-di-roma/

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  5. @Spleen: è la terza volta che provo a rispondere al tuo commento, se anche questa blogspot mi farà scadere la pagina, vado a Montain View a rompere il culo a tutti.

    Fatta questa necessaria premessa e riacquisita la necessaria serenità, mi accingo a risponderti.

    Sì, caro, le cose sono "un po' più complicate", ma la mia semplificazione (l'anafora "per colpa di pochi") era dovuta ad esigenze di registro linguistico e letterarie del post e, più in generale, del mio blog.

    Degli articolo da te segnalati, che ho letto con avidità, ne condivido (e condividerò linkandolo) solo uno: quello di Giannulli.

    Gli altri sono un'accozzaglia di minchiate male assortite: come quello che dice che il blocco non ha niente a che fare con la devastazione di Via Cavour (infatti: è stata mia sorella...) o che i "non pacifici" sarebbero stati 5mila. Saranno state diverse centinaia, in realtà: un numero notevole, certo, ma di sicuro immensamente piccolo se paragonato a quello di tutti i manifestanti. Ma anche ammesso che la cifra - compresi i solidali - fosse stata quella millantata da alcuni, saremmo comunque di fronte ad una percentuale irrisoria (meno del 2%) che non può da sola decidere il "livello dello scontro". E loro che vorrebbero essere ritenuti dei "paladini della democrazia"! A loro potrebbe, invece, essere opposto uno dei migliori slogan della giornata: "noi siamo il 99%, voi siete l'1%". Appunto.
    Non mi ritengo un "pacifista non-violento" non mi sono mai definito tale. Ma la violenza va usata con intelligenza, perché non c'è niente di più pericoloso degli stolti.

    Giannulli divide il cd. blocco in tre sottogruppi che riassumo così: 1) teppisti/ infiltrati /provocatori 2) "compagni che sbagliano" 3) persone disperate.

    A questi ultimi - e solo a questi - va la mia totale solidarietà (direi quasi empatia) oltre alla speranza che possano trovare mezzi più efficaci e meno distruttivi di far sentire la propria voce. Ma si tratta della componente minoritaria. Questo era sotto gli occhi di tutti.

    La stragrande maggioranza dei "violenti" rientrano nelle prime due componenti. Che io disprezzo allo stesso modo. Giannulli afferma che il secondo gruppo avrebbe commesso un errore di valutazione. Sono d'accordo. Ci sono situazioni-limite in cui la violenza può e DEVE essere utilizzata. Inoltre, la violenza può essere graduata (lanciare un fumogeno è meno pericoloso che rompere una vetrina che è meno pericoloso che incendiare un auto o lanciare una bomba carta), ma i coglioni di sabato sono passati subito al livello più alto che erano in grado di gestire.
    Tuttavia, anche se vogliamo parlare di "errore di valutazione", per me restano nient'altro degli stronzi che hanno messo a repentaglio la vita di migliaia di persone (e se quell'Audi fosse esplosa?), che hanno spaccato il movimento e che hanno fornito ai media un facile bersaglio. Non hanno raggiunto il loro obiettivo e a posteriori cercano di convincerci che "moltissimi" nel movimento "erano dalla loro parte". Non è vero teste di cazzo, il consenso non si misura come credono loro. Le loro semplificazioni (e non la mia) sono estremamente pericolose: come quella di paragonarsi ai partigiani oppure quella di mettere sullo stesso piano l'Italia berlusconiana e l'Egitto di Mubarak.
    Allorquando sarà davvero necessaria la violenza (e dio non voglia), sarò il primo a prendere il fucile (forse non letteralmente, ma sosterrò quanti lo facciano e cercherò di farmi insegnare da loro come si usa!), ma fino ad allora continuerò a deprecare queste scene da fuori-stadio.

    Voi non siete partigiani, né rivoluzionari: siete solo delle povere teste di minchia.

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  6. Condivido appieno la tua analisi, Demos.

    "Senza cultura non si fanno dei rivoluzionari, ma al massimo dei ribelli. Un uomo senza cultura è un sacco vuoto,
    pieno di vento. Ti può far impressione; ma quando piove, e spesso piove sulla rivoluzione, quel sacco te lo ritrovi
    fradicio tra i piedi a farti inciampare"

    Mao-Tse-tung
    dal discorso ai contadini combattenti della scuola di Cien - Jn - Liang del settembre del 1942

    citato ne "L'operaio conosce 300 parole, il padrone 1000: per questo lui è il padrone"
    di Dario Fo

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  7. Demos (bel soprannome) di fronte a queste analisi tanto calde e appassionato quanto lucide e piene di senso, non posso far altro che inchinarmi.
    Grazie.
    Grazie anche a Marta per le belle citazioni.

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  8. @Marta: semplicemente grazie!

    @Josef K.: la lucidità è presente solo al terzo tentativo di scrivere il commento, nei primi due i pensieri erano tumultuosi. Devo quindi ringraziare la disfunzionalità temporanea di blogspot e la mia incapacità di premere ctrl+c prima di inviare i commenti...Ad ogni modo, troppo lusinghiero!

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  9. Ma in Molise non si arrivava attraversando un armadio magico?
    Rimango perplesso...

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  10. Ciao, non ho seguito particolarmente la vicenda elettorale in Molise, ma i fatti di Roma sì.
    Quindi complimenti per quanto scrivi, specialmente nella zona commenti.
    E mi fa piacere, nel leggere le tue lucide e logiche distinzioni, ritrovare molti dei passaggi che ho affrontato nel post che ho dedicato alla questione.
    Personalmente, ho anche replicato con disappunto a Massimo Fini, che di solito fa analisi interessanti, il quale in un suo articolo ha equiparato la violenza di Roma alle violenze in Libia, giustificandola come sommossa sociale.
    Peccato che lì, in Libia, si usi la violenza per abbattere una dittatura, mentre da noi, c'è chi, per colpa di chi è suddito nel proprio cervello a prescindere, ne approfitta per spadroneggiare utilizzando istituzioni democratiche, sorte proprio sulle ceneri di un regime che altra gente, non certo i black bloc, ci diedero a metà del secolo scorso.

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  11. Altra citazione:
    "Ci vorrebbero dei comunisti non ignoranti, che non guastassero il nome". (Cesare Pavese - La luna e i falò)

    ...e a proposito del Molise, hai sentito la battuta detta ieri sera a Ballarò da Crozza?

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