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giovedì 8 dicembre 2011

Megliocrazia

Molti sostengono che con la nomina di Monti alla carica di Presidente del Consiglio, Napolitano abbia compiuto un atto di "rottura della democrazia".
È come affermare che Fabrizio Corona abbia rotto l'imene di Belen.
Non si può rompere ciò che è già devastato.

E poi, se quella che c'era prima era una democrazia, Michael Jackson è solo un po' fuori forma.

Lo so, lo so: nemmeno quella che abbiamo adesso si può definire una democrazia.
Il governo Monti è distante dall'essere democratico almeno quanto la salma di Mike Bongiorno da dove l'avevano sepolta.

Monti non è stato votato da nessuno, perché nessuno nemmeno lo conosceva.
Ed il fatto che abbia avuto la fiducia delle due camere non significa niente, per almeno due ragioni: la prima è che chi siede in quelle camere - in realtà - non è stato votato, bensi cooptato dai segretari di partito, la seconda ragione è che quel voto di fiducia è stato coartato dai mercati e da quel tipo inquietante che si scopa la Bruni.

Tuttavia la lunga parentesi berlusconiana ci ha ampiamente dimostrato che non necessariamente un governo che gode (indirettamente) del voto della maggioranza (relativa) degli elettori faccia il bene del popolo, o perlomeno di quegli stessi cittadini che hanno espresso il loro favore nei confronti di quel governo.

Berlusconi durante tutti gli anni in cui ha governato ha sempre, tenacemente, instancabilmente, esclusivamente, perseguito i suoi interessi.

Monti, invece, farà gli interessi delle banche.

Probabilmente è vero, ma questo significa anche che - forse - ricominceranno a prestare mutui ai giovani senza chiedere in garanzia un paio di reni.

Ma non è questo il punto: il punto è che il nostro Paese rischia il fallimento e che quel fottuto economista genialoide ha qualche carta per impedirlo.
Per questo ora due italiani su tre vorrebbero succhiargli l'uccello.
Quello gli allontana la pensione e loro compiacenti si spargono l'ano di vaselina.

Perché anche i bifolchi più stupidi capiscono che in caso di default le pensioni sparirebbero del tutto, in un batter di ciglia.
E non solo: nessuno stipendio pubblico sarebbe più pagato. Nessun credito nei confronti di un ente pubblico sarebbe più assolto. Qualunque servizio pubblico cesserebbe immediatamente di funzionare. Non sarebbe certamente uno spasso.

Il fatto è che siamo tutti consapevolmente corresponsabili di quanto sta accadendo.

Il carabiniere che è andato in pensione a 34 anni.
L'ingegnere che sopravvaluta le perizie sulle case.
Il commercialista che trucca le carte per compiacere i clienti.
L'avvocato che prosegue una causa da dieci anni solo per aumentarsi l'onorario.
Il giudice, che rinvia una causa perché non c'ha voglia di decidere.
Il politico che compra voti promettendo un posto in Comune.
L'elettore che vota il politico che gli promette un favore.
Il dipendente comunale che timbra il cartellino e poi scende al bar.
Il barista che fa uno scontrino sì ed uno no.
L'operaio iscritto alla CGIL che ha votato Berlusconi.
Il sindacalista che di lavoro fa il sindacalista.
Il commerciante che paga il pizzo.
Il fruttivendolo che ha raddoppiato i prezzi ma paga sempre uguale il contadino.
Il finto cieco, il finto sordo, il finto tonto.

Ed è vero che noi giovani non dovremmo pagare lo scotto di una crisi dovuta alle scelte dei nostri genitori.

Ma allora dovremmo tirare fuori le palle e proporre un'alternativa credibile.
Quando invece permettiamo la sopravvivenza di questo sistema accettando di lavorare in condizioni inenarrabili - spesso gratis e comunque sottopagati - per fare cose che nemmeno ci piacciono.

E quindi Monti è la nostra giusta punizione.
È così giusta che l'accettiamo con condiscendenza, quasi con piacere.
Qualche malumore c'è, ma poi vediamo il ministro sciogliersi in lacrime e vorremmo quasi consolarla.

Monti rimetterà un po' di cose a posto, non tutte certo, ma almeno qualcuna sì.

Lasciamo lavorare i tecnici e cerchiamo di essere pronti per quando i tempi saranno maturi per ricostruire uno straccio di futuro.
Cacciamo fuori le idee!

5 commenti:

  1. Concordo su tutta la linea.
    Due considerazioni.
    Per molta gente, il concetto di prevenzione è causa di emicrania, non lo capiscono.
    Prevenire un incendio a loro non rende l'idea. Ti ringraziano soltanto se dai fuoco alla stanza con loro dentro e poi con l'estintore li salvi mezzi ustionati, e allora sono tutti contenti.

    Invece di mettersi nell'ordine d'idee che siamo in rotta di collisione con un iceberg, c'è chi si lamenta che in sala ristorante viene servito spumante sgasato.
    Se Monti non agisse, il problema non sarà avere le pensioni ridotte del 30% come in Grecia, o vederle a rischio. No, sarà molto più semplice. Non esisteranno nemmeno più gli uffici postali dove andarle a riscuotere.

    Per la stessa mentalità da visione limitata e memoria corta, appena Monti avrà tirato fuori Italia dalla terapia intensiva, saremo pronti a tenergliela ferma per i soliti politicanti, affinché la possano seviziare di nuovo.

    Magari ricordando imbronciati a Monti che, mentre era al timone per evitare l'iceberg, avrebbe anche potuto sbattersi un poco per garantire spumante ben gasato in sala ristorante del Titanic.

    E magari arriverà ancora il nano arkoriano con l'elmetto da pompiere e una tanica di benzina dietro la schiena.

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  2. Come non concordare con il re delle similitudini?

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  3. Il comandante dei carabinieri del mio paese era andato in pensione a 39 anni! Ora ha aperto un locale coi videopoker e le slot! Un genio!

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  4. @Inneres: quoto! Evviva gli assessori romagnoli ;)

    @Kisciotte: ma il mare non è pieno di sale? e il sale non scioglie il ghiaccio? E gli iceberg come si spiegano?

    @Josef: mi piace più immaginarmi come il giullare delle analogie, ma anche re delle similitudini mi può andare bene.

    @Conte di Montenegro: forse viviamo nello stesso paese...

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