giovedì 29 dicembre 2011

Bentornato medioevo

Mi sono appena iscritto su Groupon.
Non so se lo conoscete.
È un sito che ti consente, tramite una semplice iscrizione, di accedere a numerosissime offerte per l'acquisto di beni e servizi sottocosto. Insomma, il miglior modo per toglierci degli sfizi e soddisfare dei desideri la cui realizzazione sarebbe di norma troppo costosa.
Come acquistare 32 chili di napalm testato per incendiare un accampamento rom.
O 84 sedute da un ginecologo specializzato nel verificare la verginità di vostra figlia.

Mi sto riferendo alla vicenda quella giovane fanciulla che si è inventata di essere stata stuprata solo per nascondere alla sua famiglia la sua matura decisione di rompere gli argini del fondamentalismo cattolico installato nel profondo della sua coscienza.
Ovviamente con fondamentalismo cattolico intendo imene e con coscienza intendo vagina.
Credo che ogni donna debba essere libera di squarciare la propria verginità come più le aggrada.
Con la sola precauzione di non cominciare con l'artiglieria pesante.

Agli uomini non è concessa una simile fortuna.
Un giorno si svegliano e sanno di dover comprare un nuovo paio di mutande.
E forse di lenzuola.

È così che i maschietti capivano di essere troppo grandi per il pisolone.

Il pisolone, per quelli di voi che sono troppo giovani per ricordarlo, era una sorta di grosso peluche, dentro il quale i bambini passavano le loro notti.
Praticamente una metafora del coito.

La giovane ragazza torinese aveva concesso al proprio ragazzo di trascorrere il pomeriggio nel suo pisolone, pur avendo promesso ai suoi genitori che fino al matrimonio sarebbe rimasto sigillato all'interno dell'apposita confezione.

In preda al panico di essere scoperta ha prontamente orchestrato un piano diabolico: dei pellerossa avrebbero dissigillato il suo pisolone con la violenza, in modo da dimezzarne il valore di mercato.

Il giornale locale titolava in questo modo:

Mette in fuga i due pellerossa che hanno dissigillato il pisolone della sorella


Precisando, nel corpo dell'articolo, che i primi accertamenti sul pisolone avrebbero corroborato l'ipotesi di una violenza: "Una violenza brutale".

I cowboy del paese, appresa la notizia dell'effrazione vaginale, impugnati i forconi e le torce si sono diretti al campo dei pellerossa (comunque colpevoli di avere un aspetto odioso) mettendolo a ferro e fuoco.

Solo dopo aver scoperto la gravità delle conseguenze della sua menzogna, la giovane fanciulla ha deciso di ritrattare.

Ma la giovane ha anche tenuto a precisare: "Il mio non è razzismo. Chiedete a chiunque in quartiere, quasi tutti hanno avuto un furto in casa". Dimostrando di avere una scarsa conoscenza dei sillogismi aristotelici. 

Come tutti i cattolici.

Fortunatamente il giornale locale, il giorno successivo, ha deciso di compiere un gesto di autocritica, riconoscendo di aver scritto un titolo sbagliato.

Chapeau?

Col cazzo.

Di quell'articolo non era sbagliato solo il titolo, palesemente razzista, ma ogni riga trasudava odio razziale e totale inesperienza giornalistica.
Laddove si parlava di accertamenti medici che avrebbero dimostrato una violenza brutale (che in realtà non c'era mai stata), si leggeva la malizia dell'autore che infarciva di retorica il suo pezzo, strizzando l'occhio a quei dementi forcaioli cui aveva anche indicato le fattezze dei due presunti stupratori.

Non è accettabile che un giornale se la cavi con poche righe di scuse, quando è invece colpevole di istigazione all'odio razziale. Troppo facile prendersela con i contadinotti e con l'ignoranza, quando dei presunti intellettuali giocano a fare gli sceriffi.

Ecco quello che succede se ordinate un cervello su Groupon.

P.S. Il fondamentalismo cattolico nuoce gravemente alla salute tua e di chi ti sta intorno. Fai convertire all'ateismo il tuo vicino di casa e potrai risparmiare numerose vite.

mercoledì 21 dicembre 2011

La fine del mondo (come lo conosciamo)

Post in progress.

Ipotizziamo - con tutti gli scongiuri del caso - che il 21 dicembre 2012 sia davvero la data della fine del mondo.

Ecco, poiché ognuno è fabbro del proprio destino (cit.), facciamo in modo che questa profezia si avveri.
Lavoriamo in quest'anno per costruire un'alternativa al mondo come lo conosciamo.

L'anno dell'indignazione sta volgendo al termine, facciamo cominciare l'anno delle proposte alternative.

Il 21 dicembre 2012 sarà una data simbolicamente forte, entro quella data dovremo avere un progetto di ristrutturazione sociale globale.

E con quel progetto in mano, il 21 dicembre 2012, scenderemo nelle strade di tutto il mondo per riprenderci il nostro futuro.

Smettiamola di dire che un altro mondo è possibile: dimostriamolo.

Chi ci sta?

(con preghiera di diffusione)

Ho prenotato il dominio lafinedelmondocomeloconosciamo.blogspot.com (gli altri erano già presi, si accettano proposte alternative!) ed ho invitato come autori i commentatori del presente post che hanno messo un proprio indirizzo mail sul profilo di blogger e che hanno espresso la volontà di partecipare. 
Gli altri aspiranti autori della fine del mondo mi scrivano a nondirefalsatestimonianza@gmail.com!

giovedì 8 dicembre 2011

Megliocrazia

Molti sostengono che con la nomina di Monti alla carica di Presidente del Consiglio, Napolitano abbia compiuto un atto di "rottura della democrazia".
È come affermare che Fabrizio Corona abbia rotto l'imene di Belen.
Non si può rompere ciò che è già devastato.

E poi, se quella che c'era prima era una democrazia, Michael Jackson è solo un po' fuori forma.

Lo so, lo so: nemmeno quella che abbiamo adesso si può definire una democrazia.
Il governo Monti è distante dall'essere democratico almeno quanto la salma di Mike Bongiorno da dove l'avevano sepolta.

Monti non è stato votato da nessuno, perché nessuno nemmeno lo conosceva.
Ed il fatto che abbia avuto la fiducia delle due camere non significa niente, per almeno due ragioni: la prima è che chi siede in quelle camere - in realtà - non è stato votato, bensi cooptato dai segretari di partito, la seconda ragione è che quel voto di fiducia è stato coartato dai mercati e da quel tipo inquietante che si scopa la Bruni.

Tuttavia la lunga parentesi berlusconiana ci ha ampiamente dimostrato che non necessariamente un governo che gode (indirettamente) del voto della maggioranza (relativa) degli elettori faccia il bene del popolo, o perlomeno di quegli stessi cittadini che hanno espresso il loro favore nei confronti di quel governo.

Berlusconi durante tutti gli anni in cui ha governato ha sempre, tenacemente, instancabilmente, esclusivamente, perseguito i suoi interessi.

Monti, invece, farà gli interessi delle banche.

Probabilmente è vero, ma questo significa anche che - forse - ricominceranno a prestare mutui ai giovani senza chiedere in garanzia un paio di reni.

Ma non è questo il punto: il punto è che il nostro Paese rischia il fallimento e che quel fottuto economista genialoide ha qualche carta per impedirlo.
Per questo ora due italiani su tre vorrebbero succhiargli l'uccello.
Quello gli allontana la pensione e loro compiacenti si spargono l'ano di vaselina.

Perché anche i bifolchi più stupidi capiscono che in caso di default le pensioni sparirebbero del tutto, in un batter di ciglia.
E non solo: nessuno stipendio pubblico sarebbe più pagato. Nessun credito nei confronti di un ente pubblico sarebbe più assolto. Qualunque servizio pubblico cesserebbe immediatamente di funzionare. Non sarebbe certamente uno spasso.

Il fatto è che siamo tutti consapevolmente corresponsabili di quanto sta accadendo.

Il carabiniere che è andato in pensione a 34 anni.
L'ingegnere che sopravvaluta le perizie sulle case.
Il commercialista che trucca le carte per compiacere i clienti.
L'avvocato che prosegue una causa da dieci anni solo per aumentarsi l'onorario.
Il giudice, che rinvia una causa perché non c'ha voglia di decidere.
Il politico che compra voti promettendo un posto in Comune.
L'elettore che vota il politico che gli promette un favore.
Il dipendente comunale che timbra il cartellino e poi scende al bar.
Il barista che fa uno scontrino sì ed uno no.
L'operaio iscritto alla CGIL che ha votato Berlusconi.
Il sindacalista che di lavoro fa il sindacalista.
Il commerciante che paga il pizzo.
Il fruttivendolo che ha raddoppiato i prezzi ma paga sempre uguale il contadino.
Il finto cieco, il finto sordo, il finto tonto.

Ed è vero che noi giovani non dovremmo pagare lo scotto di una crisi dovuta alle scelte dei nostri genitori.

Ma allora dovremmo tirare fuori le palle e proporre un'alternativa credibile.
Quando invece permettiamo la sopravvivenza di questo sistema accettando di lavorare in condizioni inenarrabili - spesso gratis e comunque sottopagati - per fare cose che nemmeno ci piacciono.

E quindi Monti è la nostra giusta punizione.
È così giusta che l'accettiamo con condiscendenza, quasi con piacere.
Qualche malumore c'è, ma poi vediamo il ministro Fornero sciogliersi in lacrime e vorremmo quasi consolarla.

Monti rimetterà un po' di cose a posto, non tutte certo, ma almeno qualcuna sì.

Lasciamo lavorare i tecnici e cerchiamo di essere pronti per quando i tempi saranno maturi per ricostruire uno straccio di futuro.
Cacciamo fuori le idee!

lunedì 5 dicembre 2011

PARTECIPA AL PROGETTO DALL'EDIFICANTE TITOLO "FINE DEL MONDO"

Per partecipare alla fine del mondo leggete le istruzioni in calce a questo post in costante aggiornamento, oppure visitate direttamente il nuovo blog. Buona fine del mondo a tutti.

Democritico significa...

... essere critici nei confronti del popolo. Il popolo che si lascia manovrare, il popolo che si fa massa, il popolo che elegge i mafiosi e i criminali e poi chiede che non siano candidati, il popolo che crede che possano essere degli ultrasettantenni a creare un partito per i ventenni. Il popolo che si lascia convincere da tutti in ogni momento. Che applaude il colpevole e poi anche il boia. Essere critici significa cercare di capire, per poter scegliere. Nient'altro.